STUDIO

" Quando mi recavo nella casa-studio di Mario, era come entrare in una foresta in cui bisognava passare tra varie liane e vari inciampi, tra cui i giocattoli di Marco, il quale si agitava, piccolo, in mezzo a barattoli di colore, pennelli, fogli e disegni sparsi per terra. Lo studio di Mario era un laboratorio, il termine stesso di 'studio' contraddice questo caos. Lo studio rimanda all'applicazione, al silenzio, alla concentrazione. Mario invece lavorava con la televisione accesa, come Warhol, amava deconcentrarsi, fluire, uscir fuori dalla tela, anche dall'immagine che stava costruendo. Lo studio era piĆ¹ un laboratorio e, come il titolo di una mostra che facemmo insieme, un 'laboratorio umano', troppo umano, sovrumano."

Achille Bonito Oliva
tratto da: "Mario Schifano. Una biografia" di Luca Ronchi, Johan & Levi Editore, 2012

" In giro per lo studio c'erano centinaia di collage con ritagli di giornale, piccoli schizzi su cui interveniva aggiungendo o sottraendo dettagli, spostando gli elementi nello spazio, trovando spunti da un'immagine e trasferendoli in un'altra, fotocopiando ogni passaggio. Le fotocopie venivano a loro volta ritoccate a pennarello o a smalto, venivano virati i colori o ingranditi esageratamente solo alcuni particolari. Questi passaggi, di cui restano intere sequenze, sono il dietro le quinte di molte sue opere famose."

Monica De Bei Schifano
tratto da: "Mario Schifano. Una biografia" di Luca Ronchi, Johan & Levi Editore, 2012


" Erano locali enormi, labirintici, pieni di scale e scalette, con i pavimenti di legno tutti macchiati dagli smalti che lui usava per lavorare. Mi ricordo le televisioni sempre accese, le visite degli amici, i giocattoli di Marco. Poi tante ragazze che andavano e venivano, una fotocopiatrice a colori sempre al lavoro, vasi pieni di fiori bellissimi e grandi contenitori con tutta la frutta del mondo."

Roberto Ortensi
tratto da: "Mario Schifano. Una biografia" di Luca Ronchi, Johan & Levi Editore, 2012